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Apr

Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus: cosa cambia nel 2016

Dopo che le voci sulla possibilità di proroghe si sono rincorse per mesi, la L. 208/2015, comunemente nota come legge di stabilità 2016, ha sancito il rinnovo per un ulteriore anno della detrazione fiscale del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e del 65% per quelli di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici.

Bonus ristrutturazioni

Il primo tipo di detrazione, più semplicemente denominato Bonus Ristrutturazioni, riguarda appunto gli interventi di ristrutturazione edilizia: dal 1° Gennaio 2012, il D.L. 201/2011 (poi convertito nella L. 214/2011) ha reso tale agevolazione permanente ed inseribile tra gli oneri detraibili dall’Irpef, consentendo di detrarre fino al 36% delle spese sostenute per un ammontare complessivo delle stesse di 48.000 € per unità immobiliare.

Tuttavia, per le spese effettuate nel periodo dal 26/06/2012 al 30/06/2013, successivamente prorogato fino al 31/12/2016, è stata concessa la possibilità di aumentare al 50% la quota in detrazione e di elevare a 96.000 € il tetto massimo di spesa detraibile. Invece dal 1° Gennaio 2017, salvo ulteriori modifiche, le detrazioni relative agli interventi di ristrutturazione, torneranno entro le misure ordinarie del 36%, con limite massimo di spesa di 48.000 €.

Possono usufruire del bonus tutti i contribuenti soggetti all’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef), sia proprietari, sia titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto di ristrutturazione e che ne sostengono le spese relative (ad esempio usufruttuari, locatari, soci di cooperative, soci di imprese, ecc.).

I tipi di lavori per cui tali agevolazioni sono concesse consistono, innanzitutto, negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia relativi a tutte le parti comuni di edifici residenziali ed alle singole unità immobiliari residenziali, di qualsiasi categoria catastale, escluse, però, le opere di manutenzione ordinaria, (rif. lettere a, b, c, d dell’Art. 3 del D.P.R. 380/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”).

Calamità naturali

Le agevolazioni sono inoltre concesse laddove si effettuano interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi per cui sia stato dichiarato lo stato d’emergenza (anche se tali interventi non rientrano nei casi sopra elencati), per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, per opere finalizzate all’eliminazione di barriere architettoniche o a favorire la mobilità interna ed esterna dell’abitazione per persone con disabilità gravi, per l’adozione di misure di protezione contro atti illeciti da parte di terzi (ad esempio portoni rinforzati o blindati, recinzioni, sistemi di sorveglianza, ecc.), per interventi di bonifica dall’amianto e per l’esecuzione di opere per la prevenzione di infortuni domestici.

green building

Ecobonus

Il secondo tipo di agevolazione, del 65%, viene più spesso e più comunemente indicato come Ecobonus: consiste in detrazioni dall’Irpef o dall’Ires (Imposta sul Reddito delle Società) concesse nei casi di interventi che incidono in maniera migliorativa sull’efficienza energetica di edifici esistenti o relativi al loro adeguamento anti-sismico.

Le detrazioni, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, sono riconosciute per il 55% delle spese sostenute fino al 05/06/2013 e per il 65% di quelle sostenute dal 06/06/2013 al 31/12/2016 per interventi sulle singole unità immobiliari, sulle parti comuni o sulla totalità degli edifici condominiali, indipendentemente dalla categoria catastale. Come per il Bonus Ristrutturazioni è tuttavia condizione imprescindibile che tali edifici o unità immobiliari siano esistenti. Inoltre, anche tale agevolazione, dal 1° Gennaio 2017, verrà sostituita dalla detrazione ordinaria, precedentemente descritta: 36% per spese massime di 48.000 €.

Possono usufruire dell’Ecobonus tutti i contribuenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che risultano possessori, a qualsiasi titolo, degli immobili oggetto di intervento: ad esempio persone fisiche, associazioni di professionisti, usufruttuari, comodatari, inquilini, ecc.

Per quanto riguarda i tipi di intervento che consentono di avvalersene, il D.M. 19/02/2007 poi modificato dal D.M 07/04/2008, ha individuato i seguenti casi: riqualificazione energetica di edifici esistenti, interventi sull’involucro edilizio degli edifici, installazione di pannelli solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Provvedimenti successivi hanno esteso l’applicazione della detrazione anche agli interventi relativi all’acquisto e posa in opera di schermature solari, di impianti di climatizzazione invernale, di dispositivi multimediali per il controllo remoto di impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative.

La normativa stabilisce diverse quote massime di spesa a cui poter applicare la detrazione, in funzione dei differenti tipi di intervento: in particolare la detrazione massima è di 100.000 € per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistente, di 60.000 € per gli interventi sull’involucro di edifici esistenti, sull’installazione di pannelli solari e sull’acquisto e posa in opera di schermature solari, di 30.000 € per l’acquisto e posa in opera o sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

… e gli infissi?

Tutte le opere relative agli infissi ed alle strutture accessorie che incidono sulla dispersione del calore (ad esempio scuri, persiane o cassonetti anche incorporati nel telaio dell’infisso) consentono la detrazione del 65% fino a 60.000 € di spesa (interventi sull’involucro degli edifici esistenti), a condizione che gli interventi interessino edifici esistenti e che abbiano effetti migliorativi sulle prestazioni termiche e sul risparmio energetico. I nuovi serramenti devono inoltre delimitare l’involucro riscaldato dell’edificio, e quindi aprirsi verso l’esterno o verso locali non riscaldati, e mantenere le medesime dimensioni di quelli originari. Non risulterebbero quindi detraibili i costi sostenuti per la sostituzione o il rifacimento di infissi già ante operam conformi agli standard richiesti o che non garantiscano l’ottenimento delle adeguate prestazioni. Per questo è necessario che, successivamente all’esecuzione dei lavori, un tecnico incaricato verifichi ed asseveri che il valore di trasmittanza termica finale sia inferiore o uguale ai limiti prefissati dal D.M. 26/01/2010.

Per i medesimi interventi non sono cumulabili i due tipi di detrazione descritti, cioè il bonus del 50% per le ristrutturazioni e quello del 65% per il risparmio energetico. E’ tuttavia possibile detrarre tutte le spese relative ai lavori effettuati, da quelle di progettazione a quelle amministrative e da quelle di fornitura e posa in opera a quelle di manodopera.

Come accedere alle agevolazioni

Per poter avere accesso all’agevolazione occorre poter esibire fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute e le ricevute dei bonifici di pagamento (effettuati indicando nella causale il riferimento alla normativa), l’asseverazione di un tecnico abilitato (o del produttore in caso in infissi) che certifichi la rispondenza dell’intervento ai requisiti, l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica (non più necessario per la sostituzione degli infissi), la scheda informativa relativa agli interventi realizzati e redatta secondo i modelli riportati nella normativa di riferimento. Essa deve riportare i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese e dell’edificio interessato dalle opere, la tipologia ed il costo dell’intervento, il risparmio energetico che ne deriva. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori va trasmessa telematicamente all’E.N.E.A. (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) insieme all’attestato di certificazione energetica.

Autore: Arch. Elena Ottavi
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